Allenamento portiere nei giovanili: tecnica, età ed esercizi
L'allenamento del portiere nei giovanili deve costruire quattro capacità: la presa, la caduta, l'uscita e il gioco con i piedi. Nelle squadre di base il portiere spesso passa la seduta a raccogliere tiri senza una correzione tecnica; bastano invece 15–20 minuti ben organizzati, una o due volte a settimana, per vedere progressi. Questa guida spiega cosa insegnare a ogni età, gli errori più frequenti e quattro esercizi pronti da usare.
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In questo articolo
Allenamento portiere nei giovanili: cosa insegnare a ogni età
Il ruolo del portiere si sceglie tardi e si costruisce presto. Fino ai Pulcini tutti i bambini dovrebbero provare a stare in porta, a turno; molti portieri adulti hanno cominciato come giocatori di movimento, e un buon piede si forma giocando fuori dai pali.
| Categoria | Priorità | Organizzazione |
|---|---|---|
| Primi Calci (7–8 anni) | Prendere la palla con due mani, cadere senza paura, rialzarsi | Tutti in porta a rotazione, giochi di presa e lancio |
| Pulcini (9–10 anni) | Presa alta, media e bassa; caduta laterale da accosciati; rimessa con le mani e con i piedi da terra | Rotazione in gara; 10–15 minuti di tecnica in seduta per chi vuole provare |
| Esordienti (11–12 anni) | Tuffo in piedi, posizione rispetto alla palla, prime uscite alte, gioco con i piedi sotto pressione | Il ruolo comincia a stabilizzarsi; lavoro specifico una volta a settimana |
| Giovanissimi e oltre | Uscite sui cross, letture del gioco, comunicazione con la difesa, rinvii lunghi | Preparatore dei portieri, se la società ne ha uno |
Va ricordato che le regole dell'attività di base proteggono il portiere: nei Pulcini e negli Esordienti non può essere contrastato per alcuni secondi quando ha la palla in mano dentro la sua area, non può prendere con le mani un retropassaggio volontario e la rimessa dal fondo si batte con la palla a terra. Queste regole spingono a giocare con i piedi: è un motivo in più per allenarlo.
La tecnica di base: posizione, presa e caduta
Posizione di attesa
Piedi alla larghezza delle spalle, peso sugli avampiedi, ginocchia leggermente piegate, mani davanti al corpo all'altezza della vita, palmi verso la palla. Il portiere si posiziona sulla linea immaginaria che unisce il pallone al centro della porta e fa un piccolo saltello (il «passo di attivazione») un attimo prima del tiro, per essere in equilibrio.
La presa
- Palla alta: mani a «W» o a cuore, pollici vicini dietro il pallone, braccia leggermente piegate per ammortizzare.
- Palla all'altezza del petto: braccia e petto formano una culla, la palla si porta subito al corpo.
- Palla bassa e rasoterra: corpo dietro la palla, mani a cucchiaio con i mignoli vicini, palla raccolta verso il petto. Con i più piccoli si insegna anche la variante in ginocchio, con una gamba piegata a chiudere lo spazio.
La caduta laterale
La progressione corretta toglie la paura e previene i colpi: prima da seduti, poi in ginocchio, poi accosciati, infine in piedi. Si cade sul fianco, mai sui gomiti o sulla pancia; la mano alta va dietro la palla, quella bassa sotto. Su terra battuta o sintetico duro si comincia su un tappetino o sull'erba, ed è bene usare pantaloni lunghi o protezioni.
Posizione in porta e uscite
Molti gol subiti nei giovanili nascono dalla posizione, non dalla tecnica di parata. Il portiere resta troppo sulla linea o, al contrario, esce senza motivo e lascia la porta vuota. Due principi da insegnare: stare sulla linea palla-centro della porta e avvicinarsi alla palla quando l'attaccante la conduce verso la porta, per ridurre lo specchio.
Esercizio 1: 1 contro portiere da tre angoli
Porta regolare del calcio a 7, tre coni a 14–16 metri dalla porta: uno centrale e due laterali. Gli attaccanti partono a turno da un cono, conducono e tirano entro 4 secondi. Il portiere si sposta sulla linea della palla e accorcia mentre l'attaccante avanza. Serie da 6 tiri, poi cambio portiere. Durata 10–12 minuti.
- Variante Esordienti: l'attaccante può anche dribblare il portiere; il portiere impara a restare in piedi il più a lungo possibile.
- Punto di attenzione: il portiere non deve correre dritto verso la palla, ma lungo la linea palla-centro della porta.
- Errore tipico: tuffarsi prima del tiro. Si corregge chiedendo di «aspettare il piede».
Esercizio 2: uscite sui cross
Dagli Esordienti in poi. Un compagno crossa dalla fascia, a mano con i più piccoli o con il piede con i più grandi, da 20–25 metri dalla linea di fondo. Un attaccante e un difensore si contendono la palla in area. Il portiere chiama «mia!» a voce alta, esce, prende la palla nel punto più alto con la gamba del lato opposto sollevata a protezione. Se decide di restare, chiama «via!» e il difensore libera.
Gioco con i piedi: il portiere come primo costruttore
Nel calcio di oggi, e ancor di più con le regole del calcio a 7 e a 9, il portiere tocca il pallone con i piedi più spesso che con le mani. Deve saper controllare un retropassaggio con un tocco orientato, passare a 15–20 metri con il piatto e, quando serve, calciare lungo. Il controllo si fa con il piede lontano dall'avversario, aprendo il corpo verso il lato libero.
Esercizio 3: uscire dal basso contro due pressatori
Metà campo del calcio a 7. Il portiere parte con la palla, due difensori larghi ai lati dell'area, due pressatori avversari. Davanti, a 25 metri dalla porta, due porticine di coni larghe 3 metri, una per lato. La squadra del portiere segna un punto se un difensore attraversa una porticina in conduzione; i pressatori segnano se recuperano e tirano in porta entro 6 secondi. Serie di 2 minuti, cambio dei pressatori.
- Pulcini: un solo pressatore, che parte quando la palla esce dai piedi del portiere.
- Esordienti: due pressatori; consentito il retropassaggio al portiere con i piedi.
- Punto di attenzione: prima di ricevere, il portiere guarda dove sono i pressatori. Chi controlla «a occhi bassi» perde palla.
Una seduta specifica da 20 minuti
Per le società senza preparatore dei portieri, ecco una struttura che un istruttore o un dirigente può seguire mentre il resto della squadra fa il suo lavoro tecnico.
- Attivazione (4 minuti): passaggi a mano a coppie, prese alte, medie e basse, piccoli spostamenti laterali.
- Tecnica (6 minuti): progressione della caduta laterale, 5 ripetizioni per lato a ogni livello.
- Situazione (6 minuti): esercizio 1 o 3, a seconda dell'obiettivo della settimana.
- Esercizio 4, «il portiere contro tutti» (4 minuti): gli attaccanti tirano da 10–12 metri a ritmo rapido, uno dopo l'altro. Il portiere deve rialzarsi subito dopo ogni parata; si conta quante parate fa in un minuto.
Dopo i 20 minuti, il portiere entra nella partita finale con il resto della squadra: è lì che applica le scelte. Un portiere che si allena solo da solo non impara a leggere il gioco né a comunicare con i difensori.
Errori frequenti e come correggerli
- Tiri troppo forti da troppo vicino: spaventano il bambino e non insegnano niente. La distanza e la forza crescono con la tecnica.
- Paura della caduta: si torna alla progressione da seduti, su superficie morbida.
- Presa a mani aperte e larghe: la palla passa in mezzo. Si lavora con palloni più leggeri e si chiede di «sentire i pollici dietro la palla».
- Portiere muto: si chiede una parola obbligatoria a ogni azione («mia», «via», «uomo»).
- Rimprovero dopo il gol subito: il portiere è il giocatore che sbaglia davanti a tutti. Il commento tecnico si fa dopo, a voce bassa, insieme a una cosa fatta bene.
Domande frequenti
A che età si sceglie il ruolo di portiere?
Fino ai Pulcini è meglio che tutti provino a stare in porta, a rotazione. Il ruolo comincia a stabilizzarsi con gli Esordienti, intorno agli 11–12 anni, ma anche dopo è utile che il portiere giochi ogni tanto fuori dai pali per migliorare i piedi.
Quante volte a settimana deve allenarsi il portiere?
Nelle categorie di base bastano 15–20 minuti di lavoro specifico una o due volte a settimana, il resto della seduta con la squadra. Dai Giovanissimi in poi si può aumentare il lavoro specifico, meglio se con un preparatore dei portieri.
Quali esercizi fare con un portiere di 9–10 anni?
Giochi di presa con palla lanciata a mano, la progressione della caduta laterale da seduti fino ad accosciati, l'1 contro portiere per lavorare sulla posizione e piccoli giochi di uscita con i piedi contro un pressatore. Tiri leggeri e da distanze adeguate.
Il portiere deve saper giocare con i piedi già da piccolo?
Sì. Le regole dell'attività di base, come la rimessa dal fondo da terra e il divieto di prendere con le mani il retropassaggio, rendono il gioco con i piedi frequente già nei Pulcini. Controllo orientato e passaggio con il piatto vanno allenati come la presa.
Fonti
Verificato nell'ottobre 2026. Regole e categorie variano in base alla federazione e alla stagione; controlla il regolamento locale.