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Allenamento

Allenamento attaccante: finalizzazione, smarcamenti e gioco di spalle

L'allenamento dell'attaccante non si riduce alla fila davanti alla porta con un tiro ogni due minuti. Un attaccante segna perché si smarca al momento giusto, riceve nel modo giusto e conclude con pochi tocchi; e quando la squadra perde palla è il primo difensore. Questa guida divide il ruolo in quattro competenze (finalizzazione, smarcamento, gioco di spalle, pressing), indica gli errori tipici e propone tre esercizi con tante ripetizioni e misure adatte a Pulcini, Esordienti e Giovanissimi.

Un attaccante calcia verso la porta durante una partita
Foto: Kidsgrove Athletic v Mossley, 29 March 2025 06 — Dominic Nelson · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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In questo articolo
  1. Allenamento attaccante: le quattro competenze
  2. Finalizzazione: tante ripetizioni, poche file
  3. Smarcamento: profondità e venire incontro
  4. Gioco spalle alla porta e sponde
  5. L'attaccante come primo difensore
  6. Errori comuni e come lavorare sulla fiducia

Allenamento attaccante: le quattro competenze

  1. Finalizzazione: tirare con entrambi i piedi, di collo e di piatto, di prima e dopo un controllo, colpire di testa.
  2. Smarcamento: liberarsi dalla marcatura con un movimento in profondità o incontro, al momento giusto.
  3. Gioco spalle alla porta: ricevere, proteggere la palla, appoggiare o girarsi.
  4. Pressing: essere il primo a disturbare la costruzione avversaria.

Il calcio italiano ha avuto attaccanti molto diversi tra loro: Paolo Rossi, decisivo al Mondiale 1982 con movimenti brevi in area; Filippo Inzaghi, specialista nello scatto sul filo del fuorigioco; centravanti di manovra che giocavano soprattutto spalle alla porta. Nel settore giovanile non si sceglie un modello. Si costruiscono tutte le competenze, e fino agli Esordienti tutti i bambini dovrebbero provare il ruolo di punta.

Finalizzazione: tante ripetizioni, poche file

Il problema delle esercitazioni di tiro nei giovani è il tempo d'attesa. Con 14 bambini in fila ognuno tira quattro volte in dieci minuti. Meglio due o tre stazioni, porte piccole o porte regolari con più portieri a rotazione, e azioni brevi.

  • Piede d'appoggio accanto alla palla, puntato verso il bersaglio.
  • Busto sopra la palla per tenerla bassa; il tiro alto nasce quasi sempre dal busto all'indietro.
  • Precisione prima della forza: angolo basso lontano dal portiere. Nell'area piccola il piatto vale più del collo.
  • Guardare il portiere prima di tirare, non dopo: si tira dove lui non può arrivare.

Esercizio 1: dai e vai e conclusione

Fuori dall'area, al limite, l'istruttore o un compagno fa da sponda. L'attaccante parte a 25 metri dalla porta, passa alla sponda, scatta e riceve di ritorno in corsa, tira entro due tocchi. Due file, una per lato, che si alternano: così si tira con il destro e con il sinistro. Ogni 6 tiri si cambia la sponda. Durata 12 minuti, circa 15 conclusioni a testa con 12 giocatori.

Esercizio di finalizzazione con sponda 9 S 11 Squadra A Avversario Passaggio Smarcamento / corsa
Schema 1. Dai e vai e tiro: l'attaccante 9 passa alla sponda S, scatta oltre il cono e riceve di ritorno in corsa, poi conclude in porta in uno o due tocchi. La seconda fila parte dal lato opposto. Apri nella lavagna tattica ↗
  • Variante Pulcini: porta del calcio a 7, tiro anche dopo un controllo, distanza ridotta.
  • Variante Esordienti: la sponda appoggia lateralmente e l'attaccante tira di prima.
  • Variante Giovanissimi: un difensore parte 3 metri dietro l'attaccante e prova a recuperare.

Smarcamento: profondità e venire incontro

L'attaccante che resta fermo tra i difensori è facile da marcare. Due movimenti di base: attaccare la profondità, cioè scattare alle spalle della difesa, e venire incontro, cioè staccarsi verso il centrocampo per ricevere. I due movimenti funzionano meglio insieme: una finta verso un lato e lo scatto dall'altro, oppure due attaccanti che fanno movimenti opposti.

Il segnale per partire in profondità è il compagno con la palla scoperta, cioè libero e con la testa alta. Il segnale per venire incontro è il compagno sotto pressione, che ha bisogno di un appoggio vicino. Negli Esordienti il fuorigioco vale solo negli ultimi 16,5 metri: è il momento giusto per insegnare a partire da una posizione regolare, guardando la linea dei difensori.

Smarcamento in profondità e incontro 8 9 10 Squadra A Avversario Passaggio Smarcamento / corsa Pressione
Schema 2. Movimenti opposti delle due punte: il 10 viene incontro e porta con sé il suo difensore, il 9 attacca lo spazio liberato alle spalle della difesa. Il centrocampista 8, con la palla scoperta, sceglie il passaggio in profondità. Apri nella lavagna tattica ↗

Gioco spalle alla porta e sponde

Quando riceve spalle alla porta, l'attaccante ha tre opzioni: appoggiare al compagno che arriva (la sponda), girarsi se il difensore è lontano, proteggere e aspettare i compagni. La protezione si insegna con il corpo tra palla e avversario, braccio largo per sentire il difensore senza spingere, palla sul piede lontano. Prima di ricevere, uno sguardo alle spalle dice quanto è vicino il difensore.

Esercizio 2: 1 contro 1 spalle alla porta più un sostegno

Area di 20×20 metri davanti alla porta con portiere. L'attaccante riceve dall'istruttore al limite dell'area, marcato da un difensore. Un centrocampista arriva da dietro. L'attaccante sceglie: girarsi e tirare se ha spazio, o appoggiare al centrocampista che tira di prima. Il gol dopo la sponda vale 1 punto, il gol dopo il giro 2. Serie di 6 azioni, poi rotazione dei tre ruoli.

Sponda dell'attaccante e tiro del centrocampista 9 I 8 Squadra A Avversario Passaggio Smarcamento / corsa
Schema 3. Gioco spalle alla porta: l'istruttore serve il 9 marcato da vicino; il 9 protegge e appoggia di prima all'8 che arriva in corsa e tira. Se il difensore resta lontano, il 9 può girarsi e concludere. Apri nella lavagna tattica ↗
  • Punto di attenzione: l'attaccante va incontro alla palla, non la aspetta. L'ultimo passo verso il pallone stacca il difensore.
  • Errore tipico: girarsi sempre, anche con il difensore attaccato. Si contano le palle perse e se ne parla con calma.
  • Variante Pulcini: il difensore è passivo per le prime tre ripetizioni.

L'attaccante come primo difensore

Quando la squadra perde palla, l'attaccante è il giocatore più vicino alla costruzione avversaria. Il suo compito non è correre dietro a tutti, ma orientare: correre ad arco per chiudere il passaggio verso un difensore e spingere la palla verso la fascia, dove i compagni possono stringere. È un lavoro che si collega ai principi del pressing nel calcio giovanile.

Esercizio 3: partita a tema con gol del recupero

Partita 6 contro 6 più portieri su un campo di 45×35 metri. Ogni squadra ha due attaccanti che non possono rientrare nella propria metà campo. Il gol segnato entro 8 secondi da un recupero palla nella metà campo avversaria vale tre. Tempi da 5 minuti.

  • Gli attaccanti imparano che il pressing ben fatto produce occasioni da gol.
  • Osserva se le due punte si coordinano: una pressa, l'altra chiude la linea di passaggio centrale.
  • Variante: il gol vale tre solo se il recupero è dell'attaccante.

Errori comuni e come lavorare sulla fiducia

  • Tirare sempre forte: si premiano i gol di piatto all'angolo basso, anche con un punto in più.
  • Smarcarsi troppo presto: il compagno non ha ancora la palla. Il segnale è «palla scoperta».
  • Attaccante fermo in area: si gioca con la regola che il gol vale solo se l'attaccante è entrato in area dopo il passaggio.
  • Paura di sbagliare: un attaccante che sbaglia un gol fatto e viene rimproverato smette di tirare. Dopo un errore, la frase utile è «la prossima la tiri uguale».

La finalizzazione è anche una questione di quantità: chi tira di più segna di più, in allenamento e in partita. Ogni seduta dovrebbe avere almeno una parte in cui ogni giocatore, non solo le punte, conclude molte volte in porta.

Domande frequenti

Quali esercizi di finalizzazione fare con i bambini?

Esercizi brevi con molte ripetizioni: dai e vai con una sponda e tiro, conclusioni da posizioni diverse con entrambi i piedi, piccole partite con porte regolari e gol che valgono di più se segnati di prima. Meglio più stazioni che una sola fila.

Come si insegna lo smarcamento all'attaccante?

Con due movimenti di base, attaccare la profondità e venire incontro, legati a un segnale: palla scoperta per la profondità, compagno pressato per l'appoggio. Lavorare con due punte che fanno movimenti opposti aiuta a capire i tempi.

Cosa significa giocare spalle alla porta?

Significa ricevere la palla con la porta avversaria alle spalle, di solito marcati da vicino. L'attaccante protegge la palla con il corpo e sceglie se appoggiarla a un compagno, girarsi o aspettare il sostegno della squadra.

L'attaccante deve difendere?

Sì, ma in modo intelligente: è il primo a pressare quando la squadra perde palla e orienta la costruzione avversaria verso la fascia. Non deve correre dietro a tutti, deve chiudere le linee di passaggio giuste.

Fonti

  1. FIGC SGS — Allegato 8b, Approfondimento Regole U12-U13 (2026/2027)

Verificato nell'ottobre 2026. Regole e categorie variano in base alla federazione e alla stagione; controlla il regolamento locale.