Marcature preventive: equilibrio difensivo in possesso palla
Le **marcature preventive** sono la parte della squadra che, mentre si attacca, è già posizionata per difendere: i giocatori dietro la linea della palla che controllano gli attaccanti avversari rimasti alti e lo spazio alle loro spalle. Determinano quanto una squadra può rischiare in fase offensiva. Una buona preventiva permette di attaccare con cinque o sei uomini senza subire contropiedi; una cattiva rende pericolosa ogni perdita di palla. Qui le strutture più usate, i principi di posizionamento, il legame con la riaggressione e tre esercitazioni.
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In questo articolo
- Il problema: perdere palla con la squadra aperta
- Strutture delle marcature preventive: 3+2, 2+3, 3+1
- Principi di posizionamento e controllo della profondità
- Preparare la riaggressione mentre si attacca
- Contromosse dell'avversario e risposte
- Come allenare le marcature preventive
- Errori comuni e analisi video
Il problema: perdere palla con la squadra aperta
Ogni squadra che attacca con molti uomini nella metà campo avversaria accetta un rischio: alla perdita della palla, l'avversario può trovare campo aperto davanti a sé. Molti gol su azione nascono da transizioni, spesso dopo perdite nella metà campo avversaria in cui la squadra che attaccava non aveva abbastanza giocatori, o non li aveva nelle posizioni giuste, per bloccare il primo passaggio in avanti dell'avversario.
Il termine inglese più diffuso è rest defence; in Italia si parla di marcature preventive o semplicemente di preventive. Non si tratta di "lasciare dietro qualcuno": si tratta di una struttura posizionale, decisa nel modello di gioco, che cambia in funzione di quanti attaccanti l'avversario lascia alti, della loro velocità e della zona in cui si sta attaccando. È una fase di gioco a tutti gli effetti, e va allenata come tale.
Strutture delle marcature preventive: 3+2, 2+3, 3+1
La struttura si descrive con due numeri: quanti giocatori nell'ultima linea (i difensori che controllano gli attaccanti e la profondità) e quanti davanti a loro (i giocatori che proteggono lo spazio centrale e possono aggredire subito il ricevente). La regola di partenza è avere un uomo in più rispetto agli attaccanti avversari rimasti alti, contando anche il portiere se è in grado di giocare alto.
| Struttura | Come si ottiene | Punti di forza | Rischi |
|---|---|---|---|
| 3+2 | Tre centrali (o due centrali e un terzino basso) più due mediani | Copre l'ampiezza dietro, protegge bene il centro | Solo cinque uomini in attacco se i terzini non salgono |
| 2+3 | Due centrali più tre centrocampisti, spesso con terzini che entrano dentro | Centro molto protetto, riaggressione immediata | Corridoi esterni scoperti alle spalle; centrali esposti in campo aperto |
| 3+1 | Tre difensori più un mediano | Un uomo in più in attacco | Spazio ai lati del mediano; richiede difensori rapidi |
| 4+1 / 4+2 | Linea a quattro bassa più uno o due mediani | Molto prudente, utile per proteggere un risultato | Pochi uomini in attacco, possesso sterile |
Il 2+3 è tipico delle squadre che portano i terzini dentro il campo in possesso: i due centrali restano larghi, a 25–30 metri l'uno dall'altro, e tre centrocampisti formano una linea davanti a loro. Protegge molto bene il corridoio centrale e mette tanti giocatori vicini alla palla per la riaggressione, ma lascia libere le zone alle spalle dei terzini avversari: se l'avversario tiene alte le ali, i due centrali devono coprire 68 metri di larghezza.
Principi di posizionamento e controllo della profondità
- Dalla parte della porta e vicini. Ogni difensore della preventiva si posiziona tra l'attaccante e la propria porta, a 3–6 metri da lui, leggermente sul lato interno. Abbastanza vicino da anticipare un passaggio corto, abbastanza lontano da non essere battuto in velocità.
- Uno libero. Con due attaccanti avversari alti servono tre difensori: due controllano, uno copre lo spazio centrale alle spalle. Se il terzo è il portiere, deve stare a 16–25 metri dalla porta.
- Corridoio centrale chiuso. I mediani della preventiva si collocano davanti alle punte avversarie, sulle linee di passaggio che dalla zona della palla portano al centro. Il primo passaggio dopo il recupero avversario deve andare verso l'esterno o all'indietro.
- Altezza della linea. Più è alta la palla, più è alta la preventiva: con la palla sull'ultimo terzo la linea difensiva sta intorno alla metà campo, così la squadra resta corta (25–35 metri tra ultimo difensore e attaccanti).
- Lettura della palla coperta o scoperta. Se il portatore avversario che recupera è pressato, la preventiva accorcia in avanti; se è libero di alzare la testa, la linea scappa all'indietro di qualche metro per proteggere la profondità.
Preparare la riaggressione mentre si attacca
La preventiva è solo metà del lavoro. L'altra metà è la posizione dei giocatori vicini alla palla, quelli che al momento della perdita devono aggredire il recuperatore. Le due cose sono collegate: più la squadra è compatta intorno alla palla, meno uomini servono dietro, perché il primo passaggio avversario viene impedito già alla fonte. Con 5–6 giocatori entro 20–25 metri dalla palla, la riaggressione può partire immediatamente; con giocatori sparsi a 40 metri l'uno dall'altro, la preventiva deve reggere da sola.
Per i dettagli della pressione immediata si veda l'articolo sulla riaggressione. Qui conta un punto: le preventive non sono il piano B della riaggressione, sono la sua condizione. Il centrocampista che aggredisce il recuperatore lo fa con convinzione solo se sa che alle sue spalle le linee di passaggio verso gli attaccanti sono già chiuse.
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Contromosse dell'avversario e risposte
- Tre attaccanti lasciati alti. L'avversario rinuncia a difendere con tutti per minacciare la transizione. Risposta: preventiva a quattro (4+1 o 3+2 con un terzino basso); in compenso l'avversario difende con un uomo in meno, quindi la superiorità in attacco cresce.
- Ali veloci larghe sul lato debole. Contro il 2+3 è la minaccia principale. Risposta: un terzino resta basso e largo sul lato debole, trasformando la struttura in 3+2 asimmetrico.
- Punta che viene incontro per fare da sponda. Risposta: il difensore centrale accompagna in anticipo, il mediano della preventiva è pronto a raccogliere la sponda.
- Lanci lunghi immediati alla perdita. Risposta: portiere alto, linea che legge la palla scoperta e scappa, mediani che rientrano per la seconda palla.
L'adattamento più importante si fa prima della partita, in analisi: quanti giocatori l'avversario tiene alti nella propria fase difensiva, quanto sono veloci e dove si posizionano. È uno dei punti che un buon piano di gara comunica ai difensori in modo esplicito, con nomi e numeri.
Come allenare le marcature preventive
Esercizio 1 – 7 contro 5 + 2 contro 3 in due zone
Organizzazione: 60×50 m diviso in due metà. Nella metà offensiva 7 giocatori di A attaccano una porta con portiere difesa da 5 di B; nella metà difensiva 3 giocatori di A (la preventiva) contro 2 attaccanti di B, davanti a una porta con portiere. Regole: quando B recupera nella metà offensiva, deve giocare in avanti verso i suoi due attaccanti entro 4 secondi; un difensore di B può aggiungersi alla transizione. A segna 1 punto per ogni gol e 1 punto per ogni transizione avversaria bloccata entro 8 secondi. Carico: 5 serie da 4 minuti, recupero 2 minuti. Progressione: preventiva 2 contro 2 più portiere alto; poi tre attaccanti di B. Punti di attenzione: posizione dalla parte della porta, distanza dagli attaccanti, comunicazione sulla palla coperta o scoperta.
Esercizio 2 – Partita 10 contro 10 con perdita simulata
Organizzazione: campo 80×65 m. Partita libera, ma l'allenatore ha un secondo pallone: quando la squadra A è in possesso nella metà avversaria, con un fischio può far ripartire il gioco con una palla data a B nella zona della palla. Carico: 3 serie da 7 minuti, recupero 2 minuti. Punti di attenzione: la squadra non sa quando arriverà il fischio, quindi la preventiva deve essere sempre in ordine. Si contano i tiri subiti entro 10 secondi dal fischio.
Esercizio 3 – 11 contro 11 con struttura assegnata
In ogni tempo di 15 minuti l'allenatore assegna una struttura (3+2, poi 2+3, poi 3+1). I giocatori devono ricrearla in ogni fase di possesso nella metà avversaria; dopo ogni tempo, breve confronto su quale struttura ha retto meglio contro l'atteggiamento della squadra avversaria. Con i sub-15 e sub-16 si lavora con una sola struttura per settimana.
Errori comuni e analisi video
- Difensori alla stessa altezza degli attaccanti avversari. Basta un passaggio in profondità per superarli. In video, fermo immagine al momento della perdita: il difensore è dalla parte della porta?
- Mediani troppo vicini alla palla. Partecipano all'attacco e lasciano il centro libero. Correzione: almeno un mediano resta davanti alla linea difensiva a palla lontana.
- Terzini entrambi alti con un 2+3 contro ali veloci. Si vedono transizioni sulle fasce. Correzione: struttura asimmetrica con un terzino basso.
- Preventiva statica. I difensori non accorciano quando la palla è coperta e lasciano 40 metri tra sé e i compagni. Misurare la lunghezza della squadra nelle fasi di attacco posizionale.
- Analisi utile: contare per ogni partita le transizioni avversarie arrivate alla trequarti e classificarle per struttura preventiva presente al momento della perdita. È il modo più rapido per capire quale struttura regge con i propri giocatori.
Il lavoro sulle preventive si integra con l'attacco ai mezzi spazi e con il gioco di posizione: più giocatori si portano sull'ultima linea, più la struttura dietro deve essere precisa.
Domande frequenti
Cosa sono le marcature preventive nel calcio?
Sono i comportamenti e le posizioni dei giocatori che, mentre la squadra attacca, restano dietro la linea della palla per controllare gli attaccanti avversari rimasti alti e lo spazio alle loro spalle. Servono a impedire o rallentare la transizione avversaria alla perdita della palla.
Quanti giocatori devono restare dietro in fase di possesso?
Come regola di partenza uno in più rispetto agli attaccanti avversari rimasti alti, contando il portiere se gioca alto. Il numero dipende dalla velocità degli attaccanti, dalla zona in cui si attacca e da quanti giocatori sono vicini alla palla per la riaggressione.
Che differenza c'è tra preventiva 3+2 e 2+3?
Nel 3+2 tre difensori coprono la larghezza dietro e due mediani proteggono il centro; è più stabile contro le ali. Nel 2+3 due centrali restano dietro e tre centrocampisti formano una linea davanti: protegge di più il centro e favorisce la riaggressione, ma espone le fasce.
Cosa significa palla coperta e palla scoperta?
Palla coperta significa che il portatore avversario è pressato e non può lanciare con precisione: la linea può salire. Palla scoperta significa che è libero di alzare la testa e calciare: la linea deve scappare all'indietro per proteggere la profondità.