Rispetto per l'arbitro nel calcio giovanile: cosa fare e cosa evitare
Il rispetto per l'arbitro non nasce da un cartello all'ingresso del campo: si insegna, come il controllo orientato o la diagonale difensiva. Nel calcio giovanile chi dirige la partita è spesso un ragazzo di 15–17 anni, un dirigente volontario o, nei Pulcini, sono i bambini stessi. Qui trovi chi arbitra nelle categorie di base, le regole di comportamento per giocatori, allenatori e genitori, due esercitazioni da fare in allenamento e cosa fare, concretamente, dopo una decisione sbagliata.
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In questo articolo
Rispetto per l'arbitro: perché si insegna come un gesto tecnico
Un bambino di nove anni non sa da solo come reagire quando un fallo evidente non viene fischiato. Guarda gli adulti: l'istruttore in panchina, il papà alla rete, il compagno più grande. Se vede braccia allargate e proteste, impara che la reazione normale è quella. Se vede un adulto che dice «dai, si riparte», impara un'altra cosa.
Per questo conviene trattare il rispetto per l'arbitro come una competenza da allenare: si spiega, si prova in seduta, si corregge e si rinforza quando viene fatta bene. Ci sono anche ragioni pratiche. Una squadra che protesta perde concentrazione, si dimentica di rientrare in posizione e spesso subisce gol proprio nei secondi successivi alla decisione contestata.
- Tempo: ogni protesta ruba secondi alla ripartenza e alla riorganizzazione.
- Lucidità: chi pensa all'errore subito non pensa alla marcatura successiva.
- Clima: le proteste di un giocatore contagiano compagni, panchina e tribuna.
- Futuro arbitrale: molti giovani arbitri smettono nei primi anni anche per gli insulti ricevuti. Senza arbitri non si gioca.
Chi arbitra nelle categorie di base
Molti genitori si aspettano un arbitro federale anche alle partite dei più piccoli. Nell'attività di base del Settore Giovanile e Scolastico (SGS) della FIGC non è così, e conoscere la regola aiuta a calibrare le aspettative.
| Categoria | Chi dirige la gara | Cosa significa per chi guarda |
|---|---|---|
| Pulcini (U10/U11) | Autoarbitraggio: i bambini segnalano i falli alzando la mano; un dirigente arbitro supervisiona e interviene solo se serve | Gli errori fanno parte del gioco educativo; nessuno deve suggerire dalla tribuna |
| Esordienti (U12/U13) | Dirigente arbitro: un allenatore, un dirigente o un ragazzo Allievo/Juniores formato con un corso SGS | Spesso è un volontario o un adolescente, non un professionista |
| Giovanissimi e oltre | Di norma arbitri dell'AIA, molti dei quali giovanissimi | L'età minima per il corso arbitri è 14 anni: chi fischia può avere l'età dei giocatori |
Le modalità possono cambiare da una stagione all'altra e alcuni comitati regionali organizzano progetti propri, per esempio con giovani arbitri AIA nei tornei degli Esordienti. Prima del campionato vale la pena leggere il comunicato ufficiale della propria delegazione.
Regole di squadra per i giocatori
Le regole funzionano se sono poche, chiare e uguali per tutti, compreso il giocatore più forte. Queste cinque bastano per una squadra di Esordienti o Giovanissimi:
- Si gioca fino al fischio. Nessuno si ferma alzando il braccio per chiedere un fallo o un fuorigioco.
- Parla solo il capitano, con calma e senza circondare l'arbitro. Gli altri tornano in posizione.
- Niente gesti: né braccia allargate, né mani sulla testa, né applausi ironici.
- Il pallone si restituisce subito, a mano o con un passaggio, quando il fischio è contro di noi.
- Saluto finale all'arbitro e agli avversari, qualunque sia il risultato.
Esercitazione 1: l'arbitro a turno
Partita 5 contro 5 o 6 contro 6 su un campo di 40×30 metri, porte piccole, 4 tempi da 5 minuti. A ogni tempo un giocatore che riposa fa l'arbitro con un fischietto vero. L'istruttore non interviene sulle decisioni, nemmeno quando sono sbagliate. Alla fine si chiede all'arbitro di turno: «Cosa è stato difficile?» e alla squadra: «Come vi siete sentiti quando ha sbagliato contro di voi?»
- Pulcini: si fa in coppia, due bambini arbitrano insieme e si consultano.
- Esordienti e oltre: l'arbitro deve anche concedere il vantaggio e spiegare un fallo a voce.
- Punto di attenzione: chi protesta con l'arbitro compagno esce per un minuto. Vale la stessa regola della partita vera.
Esercitazione 2: ripartire in cinque secondi
Partita a tema 7 contro 7 su metà campo. L'istruttore arbitra e, senza avvisare, fischia due o tre decisioni volutamente sbagliate per tempo. La squadra penalizzata ha cinque secondi per tornare compatta dietro la linea della palla; se ci riesce guadagna un punto, se qualcuno protesta il punto va agli avversari. Dopo la seduta si spiega il motivo: allenare la reazione, non punire.
Come l'allenatore dà l'esempio in panchina
I ragazzi copiano il linguaggio del corpo dell'istruttore più delle sue parole. Un allenatore che passa la partita a parlare con l'arbitro autorizza tutti a fare lo stesso. Qualche abitudine concreta:
- Prima della gara stringi la mano all'arbitro e chiedi il suo nome. Un nome rende più difficile l'insulto, anche per chi sta in tribuna.
- Durante la partita parla ai tuoi giocatori di cosa fare adesso, non di cosa ha fischiato l'arbitro.
- Se un tuo giocatore protesta, richiamalo subito tu, senza aspettare il cartellino.
- Con un dirigente arbitro di 16 anni ricorda che potrebbe essere un tuo ex giocatore. Trattalo come vorresti fosse trattato tuo figlio.
- A fine gara saluta l'arbitro anche dopo una sconfitta con un errore decisivo. Le osservazioni, se servono, si fanno con calma e attraverso il dirigente responsabile.
Nelle gare dell'attività di base è previsto il time-out di un minuto: usalo per dare indicazioni di gioco, non per sfogarti sulle decisioni. Anche il green card, il cartellino verde che premia i gesti di fair play, va valorizzato: nominarlo davanti alla squadra il lunedì successivo vale più di molte prediche.
Cosa fare dopo una decisione sbagliata
L'arbitro sbaglia, come sbagliano giocatori e allenatori. La differenza la fa la reazione nei trenta secondi successivi. Una sequenza semplice da insegnare e da applicare in panchina:
- Respira e conta fino a tre prima di dire qualsiasi cosa.
- Riorganizza: se il fischio porta una punizione contro, sistema la barriera e le marcature. È lì che si decide se l'errore costa un gol.
- Dai una consegna positiva: «Palla al prossimo, restiamo corti». Una frase che sposta l'attenzione sul compito.
- Rimanda la discussione: a fine partita, a mente fredda, con i ragazzi si parla di ciò che si poteva controllare.
- Se il problema è serio (sicurezza, comportamento scorretto), il dirigente accompagnatore lo segnala nei canali previsti, non a bordo campo.
Nel discorso del dopopartita evita frasi come «abbiamo perso per colpa dell'arbitro». Anche quando è parzialmente vero, insegna ai ragazzi che il risultato non dipende da loro. Meglio: «C'è stato un errore che ci ha penalizzato. Dopo, però, abbiamo subito il secondo gol perché non siamo rientrati. Su quello possiamo lavorare».
Genitori e tribuna: le regole da condividere
Il comportamento dei genitori incide sul clima almeno quanto quello della squadra. Una regola condivisa a inizio stagione, scritta e firmata, evita molte discussioni: in tribuna si incoraggia, non si arbitra e non si allena. Per un approfondimento su cosa dire e cosa evitare a bordo campo c'è la guida dedicata ai genitori in tribuna.
| Invece di… | Prova con… |
|---|---|
| «Arbitro, ma cosa fischi?» | Silenzio, oppure «Forza ragazzi, si riparte» |
| «Era fuorigioco!» | Niente: nei Pulcini il fuorigioco non c'è, negli Esordienti vale solo negli ultimi 16,5 metri |
| Commenti sull'arbitro durante il viaggio di ritorno | Domande sul gioco: «Cosa ti è piaciuto oggi?» |
Nei tornei la scena si ripete: arbitri giovani, molte partite di fila, tempi brevi e tensione. Chi organizza fa bene a ricordarlo all'apertura, con un breve annuncio, e a dare agli arbitri un punto di riferimento dell'organizzazione a cui rivolgersi in caso di problemi.
Domande frequenti
Chi arbitra le partite dei Pulcini?
Nei Pulcini si usa l'autoarbitraggio: sono i bambini a segnalare i falli alzando la mano. Un dirigente arbitro supervisiona la gara e interviene solo quando è necessario, per esempio per la sicurezza o in caso di dubbio. Le modalità vanno confermate ogni stagione nel comunicato della delegazione.
A che età si può diventare arbitro di calcio?
Il corso arbitri dell'AIA è aperto dai 14 anni. Per questo nelle categorie giovanili capita spesso che l'arbitro abbia pochi anni più dei giocatori. Le condizioni di accesso e i calendari dei corsi si chiedono alla sezione AIA della propria zona.
Come insegnare ai bambini a rispettare l'arbitro?
Con regole di squadra semplici, uguali per tutti, e con esercitazioni in cui i bambini arbitrano a turno. Chi prova a fischiare una partita capisce quanto sia difficile decidere in un secondo. Conta molto anche l'esempio dell'istruttore in panchina.
Cosa deve fare l'allenatore dopo un errore arbitrale?
Prima riorganizzare la squadra, poi dare una consegna positiva e rimandare ogni discussione alla fine della gara. Se l'episodio è grave, la segnalazione passa dal dirigente responsabile e dai canali ufficiali, mai da proteste a bordo campo.
Fonti
Verificato nell'ottobre 2026. Regole e categorie variano in base alla federazione e alla stagione; controlla il regolamento locale.