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Calcio giovanile

Fair play nel calcio giovanile: Green Card, saluti e terzo tempo

Nel calcio giovanile italiano il fair play non è solo un invito: nell'attività di base la FIGC prevede la Green Card per premiare i gesti di correttezza, il saluto obbligatorio a inizio e fine gara e graduatorie di merito che contano anche il comportamento del pubblico. Questo articolo spiega come funzionano questi strumenti nella stagione 2026/27 e come trasformarli in abitudini, in allenamento e nei tornei.

Giocatori di due squadre che si stringono la mano a fine partita
Foto: Esprit de fair play sur un stade de football — MBIELE HAPPI RAPHAEL · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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In questo articolo
  1. Gli strumenti del fair play nel calcio giovanile FIGC
  2. Come funziona la Green Card
  3. Allenare il fair play durante la settimana
  4. Fair play nei tornei: regolamento e organizzazione
  5. L'esempio degli adulti

Gli strumenti del fair play nel calcio giovanile FIGC

Il Comunicato Ufficiale n. 2 del Settore Giovanile e Scolastico per il 2026/27 raccoglie le regole dell'attività di base. Diverse riguardano direttamente il comportamento:

  • Green Card: nelle categorie Primi Calci, Pulcini ed Esordienti si usa il cartellino verde per premiare gesti di fair play di particolare valore etico-sportivo.
  • Saluti a inizio e fine gara: le squadre si schierano a centrocampo con l'arbitro o il dirigente arbitro e salutano il pubblico e gli avversari, con la stessa cerimonia prima e dopo.
  • Terzo tempo Fair Play: un momento dopo la partita in cui le squadre stanno insieme, spesso con una merenda condivisa. La sua organizzazione dà punti nelle graduatorie di merito.
  • Graduatorie di merito: per Pulcini ed Esordienti non conta solo il risultato, ma anche le Green Card, il comportamento del pubblico, il rapporto tra tecnici qualificati e bambini; il mancato saluto finale è una penalizzazione.
  • Autoarbitraggio nei Pulcini: sono i giocatori a gestire la partita, con un dirigente arbitro che interviene solo per mediare.

Nell'attività di base, inoltre, non ci sono finali a eliminazione diretta, tempi supplementari o rigori per decidere un vincitore, né classifiche pubblicate durante la stagione. Il messaggio è chiaro: a questa età si gioca per imparare.

Come funziona la Green Card

La Green Card è il contrario del cartellino giallo: l'arbitro o il dirigente arbitro la mostra per riconoscere un gesto corretto. Esempi tipici: un bambino che ammette di aver toccato per ultimo il pallone uscito, chi aiuta un avversario a rialzarsi, chi calcia fuori la palla quando un giocatore è a terra, chi segnala di aver commesso un fallo non visto.

Il cartellino va registrato nel referto e, una volta validato, entra nelle graduatorie di merito della società. Nei tornei organizzati con il Regolamento Fair Play SGS il punteggio è esplicito: +1 punto per ogni Green Card, −1 per ogni ammonizione, −5 per ogni espulsione e −5 per comportamenti scorretti nell'area tecnica, come proteste continue verso l'arbitro o il mancato saluto agli avversari.

Allenare il fair play durante la settimana

I valori non si imparano con un discorso a inizio stagione. Si costruiscono con regole di gioco che li rendono convenienti e con un allenatore che li applica sempre, anche quando costa un risultato.

Partita autoarbitrata 4 contro 4

Spazio 35 x 25 metri, due porte piccole, 4 contro 4 senza portieri. Durata 3 x 5 minuti. Non c'è arbitro: chi commette un fallo alza la mano e restituisce palla; sulle uscite decide chi ha toccato per ultimo. Se nascono discussioni, i due capitani hanno 10 secondi per accordarsi, altrimenti rimessa a due. L'allenatore osserva e interviene solo a fine tempo, chiedendo: «Ci sono state decisioni difficili? Come le avete risolte?». È la preparazione naturale all'autoarbitraggio dei Pulcini.

Partita autoarbitrata 4 contro 4 35 x 25 m, senza arbitro 2 3 4 5 F Fallo? Mano alzata Squadra A Avversario Passaggio Smarcamento / corsa
Schema 1. Partita autoarbitrata 4 contro 4: il difensore che ha commesso fallo alza la mano e restituisce il pallone; il gioco riprende senza fischio, con la squadra A che riparte verso la porticina avversaria. Apri nella lavagna tattica ↗

Il punto per la correttezza

In qualunque partita a tema, aggiungi una regola: un gesto di fair play riconosciuto dall'allenatore vale un gol. Dopo qualche settimana i ragazzi lo cercano spontaneamente, e l'allenatore può toglierlo perché è diventato normale.

Saluto e terzo tempo anche in allenamento

Chiudi ogni partitella del giovedì con il saluto tra le due squadre, in linea a centrocampo, come in gara. Una volta al mese organizza un terzo tempo interno con un'altra categoria del club. Sono dieci minuti, ma fissano un rituale.

Fair play nei tornei: regolamento e organizzazione

Chi organizza un torneo giovanile può riprendere gli stessi strumenti. Alcune scelte pratiche:

  1. Inserire nel regolamento la classifica fair play, con Green Card e sanzioni, e usarla come criterio di parità prima del sorteggio. Indicazioni su come scriverlo sono in regolamento torneo calcio.
  2. Prevedere il saluto a inizio e fine di ogni partita, anche con tempi stretti: bastano 30 secondi.
  3. Organizzare un terzo tempo collettivo a metà giornata o alla fine, con frutta e acqua per tutte le squadre.
  4. Premiare la squadra più corretta con lo stesso risalto della prima classificata, e spiegare pubblicamente il motivo.
  5. Affidare agli arbitri, ai dirigenti arbitro e a un responsabile del comitato organizzatore un modulo semplice di valutazione a fine gara.

L'esempio degli adulti

Nessuna regola regge se in panchina l'allenatore protesta su ogni decisione. Alcune abitudini che i ragazzi notano:

  • stringere la mano all'allenatore avversario e al dirigente arbitro prima e dopo, anche dopo una sconfitta;
  • non contestare mai una decisione davanti ai ragazzi; se serve, se ne parla con calma a fine gara;
  • riconoscere ad alta voce una bella giocata degli avversari;
  • chiedere scusa quando si sbaglia, anche con i propri giocatori.

Anche i genitori fanno parte del fair play: le graduatorie di merito SGS considerano il comportamento del pubblico. Come coinvolgerli è spiegato nell'articolo sulla comunicazione tra allenatore e genitori.

Domande frequenti

Cos'è la Green Card nel calcio giovanile?

È un cartellino verde usato nell'attività di base FIGC (Primi Calci, Pulcini, Esordienti) per premiare un gesto di fair play. Viene registrato nel referto e conta nelle graduatorie di merito della società.

Cos'è il terzo tempo fair play?

È un momento dopo la partita in cui le due squadre stanno insieme, di solito con una merenda condivisa. Nell'attività di base SGS la sua organizzazione è uno dei criteri delle graduatorie di merito.

Come funziona l'autoarbitraggio nei Pulcini?

Sono i giocatori a gestire la gara: dichiarano i falli e le uscite e si accordano sulle decisioni. Un dirigente arbitro, formato con un corso SGS, interviene solo per mediare nei casi difficili.

Il saluto a fine partita è obbligatorio?

Sì, nell'attività di base il comunicato SGS prevede il saluto tra le squadre e con l'arbitro sia all'inizio sia alla fine, schierati a centrocampo. Il mancato saluto finale è tra le penalizzazioni delle graduatorie di merito.

Fonti

  1. FIGC-SGS — C.U. n. 2 2026/27, Regolamentazione attività di base (Green Card, saluti, graduatorie di merito)
  2. FIGC-SGS — Regolamento Fair Play SGS
  3. FIGC-SGS — Allegato 7b, regole Pulcini U10/U11 2026/27 (autoarbitraggio)

Verificato nell'ottobre 2026. Regole e categorie variano in base alla federazione e alla stagione; controlla il regolamento locale.